La ricerca dell’HPV (Human Papilloma Virus) viene eseguita utilizzando lo stesso campione utilizzato per eseguire il PAP test.
Il test HPV (detto anche DNA HPV test) è un esame molecolare che ha lo scopo di identificare ceppi di Papillomavirus ad alto rischio oncogeno frequentemente associati allo sviluppo del carcinoma della cervice uterina.
Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del Pap test: nel corso di una normale visita ginecologica, si applica lo speculum, uno strumento che dilatando il canale vaginale permette la visualizzazione e l’accesso al collo dell’utero.
A questo punto si inserisce delicatamente una speciale spatola o un bastoncino cotonato che serve a raccogliere piccole quantità di cellule sia dal collo dell’utero sia dal canale cervicale da esaminare in laboratorio.
Per le donne lo screening regolare attraverso il PAP test e/o l’HPV test è fondamentale per individuare precocemente eventuali cambiamenti cellulari a livello del collo dell’utero causati dall’HPV, permettendo un trattamento tempestivo e prevenendo lo sviluppo del cancro.
Pap test
Si effettua con minimo fastidio durante la visita ginecologica prelevando cellule dalla cervice uterina esterna ed interna con apposite spatoline. Il risultato viene consegnato in circa due settimane. Oltre alle visite ginecologiche periodiche, presso il nostro Studio Polispecialistico è possibile l’esecuzione del PAP test in fase liquida. Questo consente di analizzare le cellule di sfaldamento del collo dell’utero e della vagina con un prelievo praticamente indolore e utilizzando anziché un vetrino fissato, una provetta con un mezzo liquido che fa da fissativo.
Fin dal 1943, per intuizione del dottor Georgios Papanicolaou, il Pap Test è un esame di screening eseguito per individuare i tumori del collo dell’utero. A partire dalla fine degli anni ’90, però, l’esame ha subito una evoluzione in fase liquida.
II Pap Test in fase liquida si esegue con le stesse modalità di quello tradizionale. A cambiare è solo l’attività di processazione: il materiale prelevato non viene più semplicemente strisciato sul vetrino e fissato, ma bensì introdotto in una provetta contenente una soluzione fissativa. Questo liquido, poi, viene filtrato, eliminando il materiale non necessario all’esame. Ciò permette di ottenere campioni di analisi più rappresentativi perché non mascherati da sangue, infiammazione, infezioni.
Sicuramente ci sono vantaggi nella nuova procedura:
- rispetto al Pap Test tradizionale, la nuova metodica permette di individuare con maggior precisione la presenza di lesioni precancerose che, se non trattate, possono dare origine al tumore della cervice uterina;
- grazie alla nuova modalità di processazione, si riducono le possibilità di prelievi inadeguati. Oltre ad una migliore conservazione, infatti, le cellule rilevanti per l’analisi sono le uniche poi presenti sul vetrino da analizzare;
- sullo stesso campione è possibile poi possibile fare ulteriori approfondimenti tra cui la ricerca dell’HPV.



