Con le notevoli variazioni ormonali della gravidanza anche la bocca subisce alterazioni: le gengive variano il colore da rosa a rosso scuro, sanguinano facilmente e possono verificarsi delle recessioni o delle tasche; inoltre aumenta la salivazione e il pH è più acido.
Carenze vitaminiche soprattutto di vitamina A, C, del complesso B, PP e del ferro possono essere causa di stomatomucositi.
Teorie passate portavano a credere che l’aumento dei processi cariosi si dovesse far risalire all’utilizzo del del calcio materno da parte del feto punto.
Studi scientifici hanno dimostrato che esiste una correlazione tra carie e gravidanza causata da fattori come il cambio di abitudini alimentari (si tende a mangiare spesso cibi ricchi di zuccheri), l’erosione dello smalto da reflusso gastroesofageo (il PH dello stomaco è più acido e corrode i denti), la saliva più appiccicosa che incolla di più la placca batterica ai denti, la scarsa igiene (i denti vengono spazzolati meno perché le gengive fanno male e sanguinano) e l’aumento dei livelli di streptococcus mutans che è il responsabile della carie.
Nel 60-70% delle gravidanze si osserva una scadente igiene orale domiciliare, placca batterica, tartaro, trauma occlusale, abitudini viziate, tecniche scorrette di igiene orale. Sono tutti fattori che concorrono a favorire l’insorgere della malattia parodontale (infiammazione delle gengive e dell’osso) e della carie.
Si può verificare una gengivite localizzata o generalizzata e questo aumenta molto la probabilità che si manifesti una gengivite severa dopo il periodo gestazionale.
Durante il periodo della gravidanza il parodonto si può presentare un quadro caratteristico definito parodontite gravidica la cui severità clinica può variare da paziente a paziente in relazione al suo stato di salute e all’igiene.
In donne con scadenti condizioni orali i processi infettivi parodontali presenti durante la gravidanza potrebbero turbarne il decorso fisiologico causando parti pre-termine, rotture premature di membrane e basso peso alla nascita.
Recenti studi hanno dimostrato la correlazione tra il rischio di parto prematuro e la malattia parodontale. Infatti una gestante con parodontite ha 7,5 probabilità in più, rispetto alla media, di partorire prematuramente un neonato di basso peso. Appare quindi estremamente importante la sinergia tra ginecologo ed odontoiatra così da instaurare un programma di prevenzione per ridurre al minimo i problemi che insorgono durante tale periodo.
Il programma di Prevenzione
La prevenzione rappresenta un ruolo chiave del periodo di gestazione in quanto evita alla paziente di sottoporsi a trattamenti stressanti e a rischio soprattutto durante il primo trimestre. Tra gli esami di routine del primo trimestre o meglio del periodo pre-gestazionale sarebbe utile effettuare una diagnosi ed un piano di trattamento per evitare complicazioni durante i periodi più avanzati della gestazione. Importante sarà ridurre la placca batterica mediante controlli odontoiatrici. E’ indicata soprattutto una seduta di igiene orale professionale con rimozione di placca e tartaro mediante detartrasi per bilanciare il maggior rischio determinato dalla predisposizione alla parodontopatia.
La paziente verrà motivata mediante una seduta di istruzioni al mantenimento dell’igiene orale domiciliare stimolandola al raggiungimento del risultato al fine di tamponare l’acidificazione del PH salivare. Inoltre bisogna ridurre l’assunzione di zuccheri e glucidi che comportano un aumento dell’accumulo di placca. Molte gestanti evitano di sottoporsi a cure odontoiatriche per il timore di incorrere in trattamenti pericolosi per il feto, ma la gravidanza non rappresenta una controindicazione alle cure odontoiatriche. Anzi, in accordo con il ginecologo, la futura mamma deve intraprendere un programma di prevenzione proteggendo così sia la sua salute sia quella del nascituro per evitare di dover ricorrere all’odontoiatra in condizioni di emergenza.



